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Manifesto


Assemblea costituente delle ASA regionali
Roma 17 ottobre 2009


MANIFESTO DELLE SCUOLE AUTONOME



Premessa

A dieci anni dall'emanazione della Legge n. 59 occorre riprendere l'iniziativa partendo proprio dai ritardi, dalle ambiguità e dagli arretramenti che hanno contraddistinto la prima fase attuativa dell'autonomia scolastica.

E' forte il convincimento che il processo autonomistico, partito con ogni buona intenzione, si sia subito arenato perché le prime misure attuative della legge n.59/97 hanno riguardato più gli organi centrali e periferici dell'amministrazione, oppure i poteri degli Enti Territoriali e Locali, che non le prerogative e gli strumenti di ogni singola istituzione scolastica, i suoi compiti e le sue relazioni all'interno dell'istruzione pubblica.

In questi anni l'autonomia è stata spesso negata. Ne è testimonianza la parziale attuazione del regolamento 275/99 e delle sue numerose potenzialità di cambiamento. La Legge n.3/2001, inoltre, ha innescato il processo di applicazione del Titolo V della Costituzione che prevede una ricomposizione del quadro delle funzioni e dei poteri per il governo del sistema scolastico. La revisione delle competenze può rappresentare una svolta positiva, ma il rischio del nuovo centralismo delle regioni è reale.

Finora è stato il concetto di decentramento ad occupare lo spazio dell'iniziativa e non piuttosto la costruzione di una scuola pubblica che persegua obiettivi determinati secondo propri percorsi didattici, organizzativi e finanziari. Tale modo di procedere ha prodotto un sovraccarico di adempimenti che nulla ha a che fare con il cuore del servizio istituzionale dell'istruzione, che è precisamente quello di fornire a tutti gli studenti una solida formazione e di far ruotare ogni azione attorno a questo obiettivo.

Il superamento dell'attuale fase di ristagno richiede, invece, che la strada della sussidiarietà e delle autonomie sia imboccata e percorsa senza sbarramenti e senza infingimenti, nel pieno rispetto del dettato costituzionale e delle rispettive competenze statali, regionali, delle scuole.

Le Scuole hanno il dovere di assumere la piena legittimazione di terzo soggetto istituzionale, dopo lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali, dotato di autonomia funzionale ed espressione diretta di responsabilità nell'erogazione del servizio di istruzione e formazione, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale. L'autonomia scolastica può e deve superare i limiti della attuale fase di transizione, condizionata, peraltro, da una pesante ipoteca di tipo neo-centralista, ed inaugurare una fase di forte consolidamento, sia per quanto riguarda i modelli di gestione, determinabili attraverso l'assunzione della potestà statutaria, sia per quanto riguarda gli ambiti di competenza, che devono comprendere la gestione di tutte le risorse materiali, umane, finanziarie.

Occorre rimettere al centro la funzionalità delle scuole, le loro prerogative didattiche, organizzative e finanziarie e in base a ciò ridisegnare i poteri delle altre istituzioni afferenti al servizio istituzionale scolastico del Paese.


Una rappresentanza autonoma delle istituzioni scolastiche

E' nostra consapevolezza che senza un forte protagonismo delle istituzioni scolastiche, anche nel campo politico,sociale,istituzionale, il processo autonomistico non potrà raggiungere i suoi scopi.

Le scuole italiane devono darsi una rappresentanza propria, che non è surrogabile da altri livelli istituzionali, quali lo Stato e gli Enti Territoriali, ai quali pure la stessa Costituzione assegna un ruolo fondamentale in materia di istruzione e formazione, ma che faticano a concepirsi come enti che trovano limite al loro agire nell'autonomia scolastica stessa, ormai assurta a rango costituzionale.

La prossima scadenza del cosiddetto Master Plan costituisce un'occasione di particolare rilevanza per riportare in primo piano il tema dell'autonomia scolastica all'interno del nuovo assetto istituzionale che il sistema nazionale di istruzione dovrà assumere in conseguenza dell'applicazione del Titolo V della Costituzione.

Del resto, nei territori, gli stessi Enti locali, le ASL, gli enti pubblici, le forze sociali e produttive richiedono interlocutori rappresentativi della intera collettività delle scuole. Le scuole, d'altro canto, sentono il bisogno di fuoriuscire dalla condizione di debolezza in cui l'isolamento le condanna.


Una rappresentanza “plurale” e per territori omogenei

L'autonomia scolastica è fondata sul principio di sussidiarietà ed è un'autonomia funzionale nella misura in cui è autonomia pubblicistica, ossia autonomia che eroga un servizio pubblico costituzionalmente garantito su tutto il territorio nazionale.
Essa è, dunque, un'autonomia comunitaria e sociale e come tale non può che essere rappresentativa della complessità espressa dalla sua natura sociale e comunitaria.
Il modello organizzativo più appropriato alla rappresentanza collettiva dell'autonomia scolastica sul piano sia regionale, sia nazionale, è la libera associazione su base statutaria, che, peraltro, le scuole hanno già scelto a partire dal 2001. Esso, infatti, consente alle scuole di superare l'attuale parcellizzazione e di dotarle di uno strumento in grado di interpretarne le istanze e di rappresentarle, ai vari livelli istituzionali, come soggetto unitario.
Le ASA rappresentano le autonomie scolastiche. Ne consegue che il loro ruolo richiede una netta separazione dalla rappresentanza delle categorie scolastiche che operano nella scuola, che hanno a loro disposizione lo strumento dell'organizzazione sindacale e/o professionale.
Il nucleo portante delle ASA, infatti, è costituito dalla pluralità di interessi che trovano le loro figure di rappresentanza nel dirigente scolastico, il cui stato giuridico consente di esprimere la massima sintesi politica, e nel presidente del consiglio d'istituto, in quanto espressione e portatore di interessi dell'utenza nell'organo di indirizzo interno delle scuole. Il processo di rappresentanza plurale, tuttavia, rappresenta un obiettivo da costruire, insieme con la consapevolezza che la scuola è un bene di tutti.
Le ASA hanno struttura regionale, in modo da corrispondere al modello istituzionale che dovrà scaturire dall'attuazione del decentramento amministrativo e del trasferimento di funzione all'Ente Regione. Le ASA, a seconda della complessità dell'ambito regionale, della specificità e della vocazione dei territori, possono articolarsi a livello subregionale, per ambiti provinciali o territoriali omogenei.


Finalità e obiettivi delle scuole associate

Le associazioni di scuole hanno come finalità quella di raggiungere, per ciascuna delle scuole italiane, la piena autonomia organizzativa, didattica, finanziaria.
Esse si propongono, inoltre, di diventare interlocutori stabili e permanenti, come soggetti giuridicamente riconosciuti, di tutte le istituzioni del Paese, ivi compreso il Governo e il Parlamento.
Le scuole, infatti, credono che, grazie alla presenza di una organizzazione territoriale e nazionale delle istituzioni associate, nessun provvedimento potrà più essere preso, in materia scolastica, senza l'ascolto e la consultazione e, in alcune circostanze, la codeterminazione delle scuole stesse.
Il processo di riconoscimento delle ASA deve trovare la sua naturale conclusione nello strumento legislativo, tuttavia esso va sostenuto dal basso, attraverso un'azione di rafforzamento dello spirito associativo all'interno delle singole scuole e di graduale consolidamento delle singole ASA.
E' necessario, quindi, che le ASA si caratterizzino sia per la vocazione istituzionale, sia per la dimensione di strutture di servizio alle scuole aderenti, sviluppando, nell'ambito di una cultura mutualistica, logiche di rete e sistemi di servizi utili a supportare l'azione delle scuole e ad implementare le migliori pratiche.
In prospettiva, attraverso l'evoluzione del sistema delle relazioni sindacali, esse potranno avere anche il ruolo di soggetto datoriale in rappresentanza delle scuole autonome.
La costruzione di una rappresentanza plurale, unitaria ed autorevole, il conseguimento del riconoscimento giuridico come soggetto di diritto privato, interlocutore delle istituzioni ai vari livelli, comportano che, anche nel percorso di costituzione delle associazioni territoriali, regionali e nazionale, siano perseguiti i seguenti obiettivi:

- promuovere l'immagine delle scuole autonome presso l'opinione pubblica, la realizzazione ed il rafforzamento dell''autonomia scolastica, l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo didattico delle scuole rappresentate, l'arricchimento dell'offerta formativa da parte delle scuole nelle diverse realtà locali;

- promuovere e mantenere costanti rapporti con l'amministrazione scolastica e con gli Enti Locali e Territoriali per tutte le materie di interesse scolastico;

- interloquire con le forze politiche, sindacali ed associative;

- stabilire rapporti e promuovere accordi e collaborazioni con soggetti istituzionali, enti pubblici e soggetti privati, a qualsiasi livello, anche attraverso la stipula di contratti, accordi, protocolli d'intesa e convenzioni;

- rappresentare, difendere e tutelare a qualsiasi livello gli interessi generali delle Associazioni e delle scuole rappresentate;

- partecipare a tutti i livelli, direttamente o per apposita delega alle Associazioni costituite a livello regionale, alle procedure negoziali per la definizione dei contratti di lavoro del personale delle scuole ed alla loro successiva attuazione.


La struttura organizzativa delle ASA

Le scuole si associano per perseguire in modo efficace i propri obiettivi istituzionali tramite l'esercizio pieno dell'autonomia.
La storia associativa, sul territorio nazionale, è ricca di esperienze significative ed interessanti, tuttavia, i nuovi scenari istituzionali e le diverse sensibilità e culture espresse dalle singole associazioni hanno reso necessario, oggi, uno sforzo comune per realizzare la massima sintesi possibile, per arrivare alla formazione di un nuovo soggetto unitario, sul piano nazionale, in grado di perseguire con determinazione e con rinnovato vigore le finalità associative.
Questo obiettivo e stato realizzato attraverso una nuova fase costituente, nella quale i rappresentanti delle ASA regolarmente costituite su base regionale hanno definito ed approvato il nuovo statuto e tracciato le scelte politiche ed organizzative del nuovo soggetto.
Entro il termine di un anno, le ASA regionali, fatta salva la specificità di statuti legata a particolari realtà territoriali, che sia compatibile con i principi dello Statuto nazionale, si impegnano ad adeguare i loro statuti allo statuto nazionale, in modo da favorire la costruzione di un equilibrio unitario gestionale, nazionale e territoriale, sul modello delle organizzazioni degli Enti Locali , Anci e Upi.

L'adesione della singola scuola all'ASA avviene con esplicita accettazione delle norme statutarie e con delibera formale da parte dell'organo collegiale di indirizzo.

Gli organi delle ASA sono:
- l'Assemblea plenaria delle scuole associate (che dovrà articolarsi in apposite sezioni funzionali)

- il Presidente

- l'Ufficio di presidenza

- I Revisori dei Conti

E' sancita l'incompatibilità di cariche associative con incarichi di livello direttivo in organizzazioni sindacali e in partiti politici.
E' sancito che, condizione per essere eletti negli organi statutari delle ASA, è l'essere in servizio effettivo nella scuola.
La rappresentanza delle autonomie scolastiche all'interno degli organi associativi è affidata al dirigente scolastico pro-tempore, in qualità di unico rappresentante legale dell'istituto.
La partecipazione all'Assemblea Plenaria è estesa, con diritto di tribuna, al Presidente pro-tempore del Consiglio d'Istituto, in qualità di rappresentante degli utenti nell'organo di indirizzo della scuola.


Scarica il Manifesto in formato pdf: Scarica Allegato: MANIFESTO_ASA.pdf